lunedì 18 novembre 2013

[Android] Sbloccare il bootloader, sì o no?


Eccomi qui finalmente ad accompagnare in questa nuova avventura il "boss", nonché amico, ideatore di questo giovane blog, con l'intento (e la speranza) di potervi proporre una moltitudine di temi, argomenti e curiosità sull'affascinante mondo della tecnologia che, giorno dopo giorno, continua a sorprenderci con le sue innumerevoli e incredibili innovazioni in ogni campo!


Senza dilungarmi oltre, passiamo ad affrontare la sottile, ma non banale, questione relativa allo sblocco del bootloader sui device Android, in particolare ponendo l'attenzione sulle conseguenze che questo potrebbe avere su aspetti quali la garanzia commerciale del prodotto o la stessa sicurezza del device.
Come già saprete, il bootloader, detto in soldoni, è quel programma, generalmente salvato nei primi blocchi (blocchi di boot) della memoria di massa di un "elaboratore", adibito al caricamento in memoria principale di un determinato sistema operativo. Da questo evince quindi che avere controllo sul bootloader permette di gestire quello che verrà caricato nelle varie partizioni del device in questione.

Perché sbloccare il bootloader? 

Come ben saprete il sistema operativo mobile Android è un progetto open source; grazie a questa sua straordinaria caratteristica ogni appassionato di informatica, che abbia un minimo di basi di programmazione in linguaggio Java, può aver accesso al codice sorgente del sistema e affacciarsi alla personalizzazione di quest'ultimo.
È cosi che nel tempo sono andate via via affermandosi diverse community di sviluppatori (quali CyanogenMod, AOKP, MIUI), che hanno prodotto una quantità enorme di varianti del sistema operativo "originale" dando vita alle cosiddette "cooked" ROM, nonché sviluppando innumerevoli utility, kernel "fatti in casa" e "moddando" tutto quello che si possa trovare all'interno di un sistema operativo. Sono proprio queste nuove ROM a suscitare all'utente "curioso" la necessità di controllare il tanto citato bootloader, grazie al quale possiamo effettivamente sostituire il software originale del nostro device a favore di quello che più ci aggrada.
Tramite toolkit creati ad hoc dalle menti di sviluppatori più esperti, o tramite procedure più o meno standard (ADB, Android Debug Bridge), è possibile infatti interfacciarsi al bootloader e sfruttare le potenzialità da esso offerte, prima fra tutte la possibilità di flashare nel telefono quello che fa al caso nostro (recovery, ROM, kernel, apk).

Perché evitare lo sblocco? 

Come accennato in partenza, sbloccare il bootloader dà accesso alle partizioni del telefono permettendo di installare, flashare, copiare o eliminare qualsiasi cosa sia installato in esse. Preso atto di ciò, l'utente un po' meno esperto potrebbe compromettere in ogni momento il funzionamento del device, al punto di renderlo, nel caso peggiore, completamente inutilizzabile. A qualcuno potrebbe bastare solo questo primo avviso per desistere dallo sbloccare il bootloader; tuttavia il motivo principale che fa storcere il naso ai più, è il fatto che, proprio perché il bootloader è "nascosto di fabbrica" all'utente finale, le case produttrici non si assumono alcuna responsibilità per quello che potrebbe accadere al device una volta sbloccato "in casa" il bootloader, decretando la fine del contratto di garanzia sul prodotto! 
Infine un ultimo punto che va messo in evidenza, riguarda la sicurezza dei propri dati nel dispositivo. Avendo, con il bootloader sbloccato, accesso ad ogni partizione del telefono ancor prima di avviare il sistema operativo, un qualunque malintenzionato che entri in possesso del device, potrebbe accedere senza difficoltà a tutti i dati salvati nel telefono, bypassando (ovviamente) qualunque codice, gesture o sequenza di sicurezza presente a sistema operativo avviato!
In conclusione, lo sblocco del bootloader è sicuramente uno strumento molto potente a nostra disposizione, ma si tenga sempre ben presente che si tratta di un'azione di per se delicata che prima di essere messa in atto va ben ponderata, essendo consapevoli di quello che si sta facendo e assumendosi ogni responsabilità.

È possibile tornare indietro? 

Si. Ribloccare il bootloader è possibile e CONSIGLIABILE.
Perché consigliabile? Motivo principe, che sicuramente renderà felice l'utilizzatore, è il fatto che, ribloccando il bootloader, si riesce a mascherare il fatto che si è intervenuti sulle partizioni del telefono (ovviamente essendosi prima curati di aver riportato il telefono nelle condizioni software "di stock"), non perdendo in questo modo la garanzia del prodotto!
Ribloccando il bootloader si interviene inoltre sulla "falla" di sicurezza che si era creata con lo sblocco dello stesso, senza tuttavia andare ad intaccare ciò che si aveva flashato/installato col bootloader sbloccato (vorrei qui ricordare che lo sblocco del bootloader comporta un wipe completo del device, scongiurando ogni possibile tentativo di accesso ai dati del telefono tramite lo sblocco del bootloader da parte di malintenzionati).
Ribloccare il bootloader è quindi, a mio parere, una procedura più che consigliabile, anche se quest'ultima può talvolta risultare un'operazione un po' laboriosa (come nel caso, ad esempio, dei device HTC).

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